le dinamiche di squadra

A pochi giorni dall’inizio del campionato di tennistavolo crediamo sia veramente interessante riflettere sul testo tratto dal libro “Puntinate e… colla fresca” di Claudio Rossini:

“Personalmente ho sempre avuto la predilezione per i tornei individuali, ritenendo il tennistavolo, appunto, uno sport individuale. Sta di fatto che invece, parte principale dell’attività del nostro sport, in Italia, è quella dei Campionati a squadre. Giocandoli con assiduità, ho maturato la convinzione, nel corso degli anni, che la situazione ottimale per fare un campionato appagante, sotto il profilo del divertimento e del gusto di giocare, sia la seguente:

  • I componenti della squadra devono avere le stesse motivazioni.
  • Si deve stabilire ad inizio stagione l’obiettivo da raggiungere (Qualificazione ai play-off, Promozione diretta, o salvezza) e tutti i componenti devono dare il massimo per raggiungere l’obiettivo.
  • Ciascun componente dovrebbe allenarsi adeguatamente per essere al meglio, per il bene della squadra.
  • Gli allenamenti possono essere programmati a coppie e periodicamente dovrebbe essere svolto un allenamento collettivo.

Devo dire che nel corso degli anni mi è capitato di tutto, nei vari campionati a cui ho partecipato:

  • …Chi non si è reso disponibile in una partita di play-off perché la moglie non voleva…
  • …Chi non era disponibile in una gara importante di Campionato perché doveva andare a una festa, ecc.,
  • …Chi si rende disponibile solo per le partite in casa,ecc.

Negli ultimi anni, essendo diventato il responsabile di una società con un buon numero di tesserati e disputando più campionati, faccio del mio meglio per mantenere alte nei vari gruppi, le motivazioni…. Ciò non è semplice per i motivi suddetti, e a volte si rischia di creare qualche scontento o qualche situazione che diventa poi difficile da gestire. Ciascun componente di una squadra dovrebbe comunque fare del proprio meglio per essere utile alla causa. Così facendo si ottengono i risultati! Nel tennistavolo poi, la differenza la fa spesso la motivazione e la voglia di imporsi.

Un’altra considerazione che voglio fare è quella sulla formula di gioco che adottiamo. La formula Swaythling, tre contro tre, è abbastanza intrigante e spesso nasconde qualche insidia. Al momento delle formazioni occorre fare diverse valutazioni sull’ipotetico ordine degli incontri, sullo stato di forma dei giocatori a disposizione e sugli avversari. Qualche volta è capitato che una partita da 4-1, sia finita 4-5. Consiglio quindi di rimanere in partita concentrati sino all’ultimo incontro. Come diceva “nonno” Vujadin Boskov allenatore della mitica Samp dello scudetto, “Partita è finita quando arbitro fischia…”, analogamente, nei nostri campionati a squadre, l’incontro finisce soltanto quando si arriva a 5…E non prima !!!”

Un pensiero su “le dinamiche di squadra

  1. Grande,…..tu si che…..sei la lampada di Aladino….hai annoverato e sviscerato in pochissimo tempo,un discorso che richiede tempo….ecco,l’amore del tennis-tavolo ti porta a fare ricerche incrementare il raggio d’azione la stessa passione,per intraprendere questo hobby prima e sport poi…grande…il tennis-tavolo in primis e’reale bisogna accettarlo…cosi’com’e’ punto saliente e’proprio quello,chapeau!!!

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